Terremoto Midterm 2026, poveri Repubblicani
06 Nov 2026 - USA Politica

Stante che una vittoria Democratica era probabile, nessuno si aspettava le dimensioni della vittoria, con un sacco di prime volte o di vittorie attese da decenni.
Ovviamente i poteri del Presidente sono ampi e può andare avanti tranquillamente anche con un Congresso ostile, anche se meno agevolmente di come ha fatto nei primi due anni.

Il vero dilemma è per le persone che lo circondano: il risultato è stato un chiaro referendum sulle politiche di Trump e le sue scelte, chiaramente bocciate, in primo luogo la guerra in Iran (ma non solo...).
Chiunque voglia correre per le presidenziali 2028 dovrà prendere in qualche modo le distanze dalle scelte di Trump, ma sappiamo benissimo quanto possa essere violenta la reazione di Trump rispetto a chi non ritiene sia fedele... sarà un periodo interessante.

Intanto non ci aspettiamo cambi nelle politiche di Trump, sia interne che all'estero anche se aver perso in modo così evidente rende la credibilità delle sue minacce un'arma alquanto spuntata e con il suo modo di fare le trattative vedremo se saranno di più i paesi che prenderanno posizioni assertive come il Canada o la Cina.

Il vento cambia e anche eventuali Repubblicani che puntano al 2028 dovranno trovare il modo di prendersi i meriti di questa amministrazione e al contempo prendere le distanze dai fallimenti.
Senza contare che le nuove nomine dovranno passare da un Senato decisamente ostile e la Camera potrà avviare una serie di inchieste su corruzione, licenziamenti, contratti senza gare d'appalto.
Comunque per l'Europa cambierà poco nell'immediato e anche per il futuro la certezza che gli USA siano un alleato affidabile sono ormai scomparse. Il mondo non torna indietro e l'Europa deve crescere in fretta, stretta fra Cina, Russia e USA.